DIORAMA MOSCOVITA di Michail Bulgakov

DIORAMA MOSCOVITA di Michail Bulgakov
Voto da 1 a 5 ( 5 Ottimo )
Tutti carini i feuilletons di Diorama Moscovita l’ultimo “Scene Moscovite” veramente superlativo.
I brevi racconti o meglio i feuilletons sono tutti carichi di una sottile ironia ci descrivono situazioni grottesche della vita di tutti i giorni in una Mosca viziosa, ipocrita, ignorante e intollerante durante il cupo periodo della NEP.

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LA TERRA DEI GELSOMINI di Gilbert Sinoué

LA TERRA DEI GELSOMINI di Gilbert Sinoué
Voto da 1 a 5 ( 4 Buono )
Se nel romanzo storico preferite la parte romanzata questo libro non è il massimo. Se invece preferite la parte storica il libro è veramente interessante e utile per cercare di capire la complessità del mosaico medio-orientale.

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IL CAVALLO ROSSO di Eugenio Corti

IL CAVALLO ROSSO di Eugenio Corti
Voto da 1 a 5 ( 5 e Lode – Ottimo con Lode )
Saga familiare e romanzo storico nello stesso tempo. Gli avvenimenti della famiglia Riva iniziano da Maggio 1940 fino ad arrivare al referendum sul divorzio. Interessanti e fuori dal coro le interpretazioni storiche raccontate sempre con estrema pacatezza e questo a mio avviso è un
pregio sempre più raro.
Si tratta di un libro importante di oltre 1200 pagine , ma si legge bene perché scritto con semplicità e con lo scorrere delle pagine diventa sempre più avvincente.

Ho scoperto il libro grazie a questa bellissima recensione di Unter Bahn trovata in questo gruppo di lettori su FB https://www.facebook.com/groups/523172937735959/

IL CAVALLO ROSSO - EUGENIO CORTI 

Opera notevole (1200 pagine)
Se dovessi stilare una lista dei 10 libri più belli che abbia letto fin’ora, il romanzo di Corti rientrerebbe sicuramente nelle primissime postazioni. A parte l’intreccio gestito magistralmente, il lettore si ritrova a conoscere personaggi che crescono e maturano durante il dipanarsi delle vicende narrate. Semplici ragazzi brianzoli che si trasformano in uomini e donne nel dramma della guerra e di una società che vive profondi sconvolgimenti (come il ’68). Così Ambrogio Riva, Michele Tintori, Almina, Fanny, Manno e tutti gli altri innumerevoli protagonisti accompagnano il lettore in un viaggio umano alla scoperta di sé e della vita. E, se posso ardire un paragone, proprio come il Manzoni, Eugenio Corti ha una visione profondamente cristiana della realtà, che lo spinge ad interrogarsi sul ruolo della Provvidenza nel guidare la storia. E’ proprio vero che la storia è solo nelle mani dell’uomo, che la realtà non ha senso, che l’assurdo del male ha la parola definitiva? Insomma: un romanzo di vita, di amore e di morte in cui l’Autore non si abbandona mai a sciocchi sentimentalismi, falsi buonismi o perbenistici moralismi.
Peccato che Corti sia quasi completamente estromesso dal novero dei grandi artisti del secondo Novecento…(cit)

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